MG MGB Roadster: storia e dettagli di tutte le serie dal '62 al '80

La MGB Roadster ha attraversato diversi aggiornamenti nel corso della sua produzione. In questa pagina troverai informazioni dettagliate sui modelli, gli interni, gli esterni e molto altro.

MG MGB Roadster: storia e dettagli di tutte le serie dal '62 al '80

La MG MGB Roadster è una spider due posti prodotta in Inghilterra tra il 1962 e il 1980.
Con più di mezzo milione di esemplari assemblati, è ad oggi tra le vetture sportive più vendute al mondo.

Esteticamente interessante, comoda, ben progettata e con ricambi facilmente reperibili, negli ultimi anni ha acquisito un discreto interesse da parte degli appassionati e collezionisti.

Durante la sua lunga produzione, la MGB si è evoluta attraverso diverse serie. Fino al 1968, la sua produzione era suddivisa in serie o mark (MK). Successivamente, il produttore decise di classificare le versioni in base ai Model Year (MY), che in parte coincidono con l'anno solare.

Per questa ragione e per via della quantità elevata di piccoli cambiamenti alcuni dei quali impercettibili, un occhio estremamente esperto e una considerevole memoria sono fondamentali per riconoscere l'originalità di un esemplare MGB.

In questa pagina trovi le caratteristiche principali e gli elementi utili per capire l'evoluzione e le differenze tra le serie prodotte.

La MGB prima serie (MK I) e l'evoluzione dei primi anni

Durante la prima fase di produzione la MGB è stata oggetto di un buon numero di piccole modifiche.
Già nel 1964 a soli due anni dall'inizio della produzione, la griglia anteriore, divenne un unico elemento con 39 listelli, 3 in più rispetto al modello degli esordi.

L'anno successivo, nella prima parte del 1965, si adottò la serratura di tipo anti-burst. La differenza si nota facilmente osservando la maniglia di apertura di tipo push-button costituita da due elementi, originariamente era un unico elemento. Oltre ciò, il tipo di serratura e la posizione cambiò allontanandosi della modanatura laterale.

Nel marzo del 1967 comparvero le luci di retromarica installate direttamente sulla carrozzeria in entrambi i lati e in prossimità dei fanali posteriori.

I cerchi erano semplici 4J x 14 a quattro prigionieri in acciaio decorati con 12 fori di forma ovale, o in alternativa con sovraprezzo, si potevano richiedere ruote a 60 raggi.

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La capotte colorata è stata una prerogativa della MGB prima serie. Per i primi modelli era disponibile esclusivamente in grigio scuro, blu e rosso. Dal 1963 e progressivamente fino al 1966 si abbandonarono i tre colori per il nero.
Colori carrozzeria MGB MKI Roadster
Iris blue (azzurro)
Mineral blue
British Racing Green
Grigio Chelsea
Old English White (bianco)
Nero
Pale Primrose Yellow (giallo primula)
Tartan Red

Per conoscere gli abbinamenti interni previsti per i singoli colori si consiglia di acquistare il seguente libro: Original MGB with MGC and MGB GT V8: The Restorer's Guide.

Gli interni della MG MGB MK I

A differenza di ciò che avvenne successivamente con le altre versioni, gli interni degli esemplari prodotti tra il 1962 e 1967 non subirono particolari cambiamenti.

Su tutte le MGB MK I i sedili erano rifiniti con piping a contrasto mentre il pavimento prevedeva un rivestimento in moquette con gomma rigata di modeste dimensioni nella zona battitacco.

Le portiere erano semplici ma ben rifinite, prive di vano porta oggetti, presentavano solo la maniglia di chiusura, di apertura in prossimità dei deflettori, e il pomello alzacristalli, tutti di colore nero con cornici ad effetto cromato.

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Un elemento di distinzione degli esemplari MK I è dato dalla presenza sul pannello di un solo bordino (piping) a contrasto in tinta con il piping dei sedili e di un secondo bordino presente nella parte superiore vicino al finestrino.

Il disegno del rivestimento dei sedili, anch'esso oggetto di continue variazioni, nella prima serie era come raffigurato nell'immagine di destra nel riquadro 1.
Nella stessa immagine si può notare la non conformità del rivestimento della portiera che presenta due linee a contrasto, dettaglio previsto per la MGB Roadster solo a partire dalla MK II.

Al centro del riquadro 1. è visibile il fanale posteriore di forma arrontondata in uso fino al Model Year '70 (settembre 1969). Negli esemplari destinati al mercato americano i fanali erano integralmente rossi. Secondo alcuni cataloghi ed esperti lo erano anche per il nostro paese.

Il cruscotto è sicuramente uno degli elementi più caratterizzanti e gradevoli del modello. E' in metallo verniciato in nero semi opaco con la parte superiore rivestita in vinile. Il volante originale era composto da corona in bachelite nera con tre razze a elementi multipli. Al centro capeggiava un generoso logo MG con ottagono di colore rosso.

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Per il mercato interno ed europeo il cruscotto rimase sostanzialmente identico fino al Model Year '71, mentre per il modello americano si adottò il cruscotto "Abingdon pillow" a partire dall'introduzione della MGB MkII.

1967 - 1969: MGB MK II, la seconda serie

La produzione della MGB Mark II Roadster iniziò a novembre 1967 con le iniziali del telaio GHN4.
Esternamente la vettura si presentava praticamente identica alla precedente versione, solo alcuni particolari la distinguevano e quasi tutti introdotti verso fine 1968 in concomitanza con il Model Year '69.

La principale differenza riscontrabile su tutti gli esemplari del MY '69 riguardava la posizione dei fanalini anteriori installati più vicini alla griglia.

Altre piccole novità furono apportate ancora una volta alla versione americana che durante tutta la produzione fu adeguata ai continui cambiamenti normativi.
Tra le principali si segnalano l'installazione dei sidemarkers e l'installazione del terzo tergicristallo. Su quest'ultimo cambiamento alcune fonti sostengono che il tergicristallo supplementare fu previsto anche negli esemplari destinati al mercato tedesco, svedese e svizzero.

Gli stessi esemplari destinati agli Stati Uniti ed esportati tra il 1968 e il 1971 presentavano una particolarità esteticamente discutibile: gli specchietti retrovisori disallineati, lo specchietto lato guidatore era posizionato sullo sportello a differenza di quello lato passeggero ancorato sul parafango.
I colori della MGB Mark II erano in parte simili a quelli della precedente serie, fatta eccezione per una diversa tonalità del British Racing Green. Il colore Iris blue e grigio Chelsea non era più disponibile.

Gli interni della MG MGB MK II

Gli interni della Mark II del 1967 ricalcavano quelli della prima serie con pochi dettagli che li differenziano.
La plancia delle versioni "standard" era identica a quella della MK I, solo alcuni comandi vennero riposizionati, come anche il volante identico al precedente ma rivestito in pelle.

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Spiccava la nuova forma del tunnel centrale, sempre ricoperto in moquette ma con la forma squadrata e più grande per fare spazio al nuovo cambio con sincronizzatori e la opzionale trasmissione automatica.
Le portiere della MGB MK II presentavano per la prima volta due linee di colore a contrasto anzichè una.

Per questioni legate alla sicurezza, dal 1968 fu montata una nuova maniglia di apertura di forma rettangolare spostata al centro in prossimità della maniglia di chiusura in plastica nera.

Gli interni del Model Year '69 – Alcune novità significative si introdussero con il MY '69 di fine 1968.
Il nuovo rivestimento dei sedili della Mark II presentava un disegno a righe non più verticali bensì orizzontali, più larghe e che coprivano parzialmente la seduta e parte dello schienale. Il piping a contrasto fu rimosso dai sedili e dal rivestimento interno delle portiere. La pelle era disponibile solo in colore nero durante il primo anno, successivamente anche in marrone.
In questo aggiornamento e fino alla nuova versione "Leylandised" del 1969 lo specchietto retrovisore interno era rettangolare piatto con cornice grigia.

Gli interni "Abingdon pillow" della versione americana

Come accadde per la piccola roadster MG Midget, la MGB fu prodotta parallelamente con due diversi cruscotti destinati a specifici mercati.
Nel precedente riquadro 2, è ritratta la plancia "Abingdon pillow" destinata al mercato americano sin dall'introduzione della MK II, nonchè per il mercato tedesco e svedese con il Model Year '70 (GHN5).
Come si può notare nell'immagine, gli strumenti e i comandi sono tutti racchiusi davanti al guidatore e la plancia è imbottita e priva di vano portaoggetti.

MG Midget - Caratteristiche e scheda tecnica di tutte le versioni
La MG Midget è una spider 2 posti inglese prodotta tra il 1961 e il 1979 in quattro versioni e cinque motorizzazioni.

Articolo di approfondimento sulla sorella minore della MGB, la Midget.

1969 - 1972: La MGB 'Leylandised'

L'introduzione ad ottobre 1969 del Model Year '70 coincise con il primo "facelift" dell'era British Leyland, società costituita dalla fusione tra British Motor Holdings e Leyland Motor Corporation detentrice del marchio MG.

Il facelift viene soprannominato "Leylandised" (leylandizzate) ed erroneamente identificato come MK III.
Da questo momento la numerazione del telaio delle Roadster riporterà le iniziali GHN5.

L'elemento di distinzione della MGB 'Leylandised' è la nuova griglia con logo MG posto al centro e con i listelli verticali verniciati in nero posti in posizione arretrata. Sulla stessa calandra trova spazio una nuova finitura cromata.

L'avvento della British Leyland è sottolineato da due badge applicati in prossimità degli sportelli sul pannello laterale (riquadro 3 foto a sinistra).
Nei rostri dei paraurti vengono applicati dei profili in gomma inizialmente solo per gli esemplari destinati al mercato americano e dall'anno successivo su tutti i modelli prodotti.

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I cerchi Rostyle diventarono di serie a partire dal 1969 e fino al termine della produzione con piccole variazioni.
Erano previsti interamente verniciati in due colori grigio e nero, ma risulta una versione con bordo cromato presumibilmente disponibile per il mercato americano e più avanti anche per altri.

Una piccola differenza la si trova nei fanali posteriori che diventano più larghi e dalla forma più squadrata. L'anno successivo si cambiò la struttura della capotte.

Colori carrozzeria
Nero
British Racing Green (più scuro)
Bronze yellow
Glacier White (una tonalità differente di bianco)
Pale Primrose Yellow (primula)
Blue Royale

Con questo nuovo modello scompare dalla disponibilità il colore Tartan Red sostituito dal Flame Red.

Gli interni della MGB Model Year '70

A partire dal Model Year '70 il rivestimento delle portiere cambiò la finitura, venne adottato un motivo a strisce verticali nella parte bassa del rivestimento. La maniglia conservò la forma rettangolare con bordo cromato, come il piping sempre in tinta.

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Dai primi mesi del 1970 nel mercato europeo i poggiatesta furono offerti come optional.

Ancora una volta cambiò il rivestimento dei sedili per un inedito pattern su vinile "Ambla" (produttore inglese). E' identificabile per i fianchetti lisci e la presenza di 9 strisce sottili traforate che corrono su tutta la parte centrale della seduta e dello schienale.
Con gli aggiornamenti del '70 si introdusse lo specchietto retrovisore centrale in plastica nera con funzione antiabagliante e gli switch apriporta che azionano la luce di cortesia dell'abitacolo e del baule.

Model Year 1972: Il secondo facelift

Ad agosto 1971 iniziò la produzione del MY '72 che ancora una volta fu accompagnato da un nuovo facelift ed evidenti modifiche al frontale.

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Nella calandra scomparvero definitivamente i listelli verticali, sostituiti da una griglia nera opaca e da un unico listello centrale piatto, integrato nella cornice in alluminio anodizzato.

Il logo integralmente rosso fu riposizionato come in origine nella parte alta della calandra. La nuova griglia conservò questo disegno fino all'avvento dell'MGB con i paraurti in plastica del 1974.

Altri piccoli dettagli differenziavano il nuovo facelift come ad esempio i tergicristalli neri e la presenza di un solo badge laterale Leyland di diversa fattura e posto esclusivamente sul lamierato laterale lato passeggero.

I nuovi interni della MGB '72 - '74

Con il Model Year '72 si adottò un nuovo cruscotto sia per le versioni riconducibili al filone americano che per quelle standard.

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La plancia "standard" rimaneva sostanzialmente molto simile alla precedente, ad eccezione dell'evidente presenza delle bocchette di areazione centrali.

Per fare spazio al sistema di areazione il vano autoradio fu spostato sul tunnel nella zona occupata dall'altoparlante. Sopra l'altoparlante si aggiunse una luce di illuminazione abitacolo in sostituzione della precedente posta vicino allo sportello passeggero.
Il tunnel centrale venne ridisegnato e a partire da questo Model Year '72 fu rifinito con un elemento in plastica collegato alla console centrale.

Il cruscotto "alternativo" destinato ad alcuni mercati tra cui quello americano conservava l'impostazione del precedente "Abingdon pillow" con tutti gli strumenti e comandi raccolti davanti al guidatore. Si presentava totalmente ridisegnato, più massiccio, ricoperto di materiale morbido, con cassetto porta oggetti privo di cromature e bocchette di areazione poste in verticale.

Il rivestimento in vinile dei sedili cambiò ancora una volta di pattern, in questo periodo si adottò un disegno come quello visibile nelle foto del riquadro 4.
Nelle stesse immagini si può notare il nuovo rivestimento delle portiere dotate di maniglia di chiusura più grande (quasi a simulare un bracciolo) e i due inserti cromati applicati nella posizione originariamente destinata al piping.

1974: La MG MGB con i paraurti in plastica

L'ultimo capitolo della storia della MGB inizò nel settembre del 1974 con l'avvento della versione certamente meno attrattiva per gli appassionati del modello.

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Le differenze introdotte sono lampanti, la nuova serie presenta nuovi paraurti in poliuretano non verniciato con anima di metallo e interni ridisegnati a partire dal secondo anno di produzione.

Il Model Year '77 e le ultime modifiche

Nel giugno del 1976 (MY '77) gli interni della MGB subirono evidenti cambiamenti sia per ciò che concerne il cruscotto che i rivestimenti delle portiere e dei sedili.
Ancora una volta si sovrappongono due cruscotti differenti ma questa volta la distinzione non è più riferita al mercato di appartenenza bensì al lato guida.

Le vetture con guida a destra furono equipaggiate con un rivestimento grigio scuro in plastica, bocchette centrali orrizzontali e quadro con 5 strumenti (riquadro 5 foto centrale).
Nella stessa foto è visibile un volante aftermarket, quello corretto installato a partire dal MY '77 era realizzato in materiale plastico con due razze sdoppiate e logo nero (su fondo rosso solo negli esemplari del 1980).

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Le vetture con guida a sinistra si unificarono al modello americano con un cruscotto decisamente massiccio a 6 strumenti e bocchette di areazione verticali (foto a destra del riquadro 5).

Nella stessa foto si può notare il nuovo rivestimento delle portiere che abbandonò nella parte bassa il motivo a "cannelloni" per un disegno totalmente inedito. La presenza dell'altoparlante dovrebbe indicare che si tratta di un esemplare americano.
La capotte guadagnò una zip di apertura attorno al lunotto in plastica.
Questo fu il disegno che accompagnò la MGB Roadster fino alla fine della produzione ad ottobre 1980.


Approfondimenti

La MGB è stata equipaggiata da due famiglie di motori, il B-Series 4 cilindri 1800 e il Rover V8 riservato esclusivamente ai modelli GT Coupé. Al seguente link si trova un approfondimento su motori e caratteristiche tecniche della MGB.

il motore e la scheda tecnica della MG MGB | infoClassiche
Il motore Rover V8, il 1800 B-Series di BMC, le prestazioni e la scheda tecnica della MGB.

Bibliografia

  • Original MGB with MGC and MGB GT V8: The Restorer's Guide to All Roadster and GT Models 1962-80 - Questo libro è un vero e proprio testo di riferimento per il proprietario o restauratore; l'unico manuale valido per comprendere le caratteristiche di produzione, i dettagli interni ed esterni e la tecnica di tutti i modelli prodotti. Non può assolutamente mancare nella libreria degli appassionati del modello.
  • MG MGB Tourer: Owners' Handbook - Manuale utente che include dati generali della vettura, componenti meccanici, manutenzione e altro.
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